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bollitori: cosa sono e come funzionano

Come è noto l’acqua calda è un bene estremamente importante per la qualità di vita all’interno delle nostre abitazioni. Sebbene la sua natura fisica sia sostanzialmente immutabile nel tempo, ciò che invece è cambiato nel corso degli anni è il modo di produrla. Per scaldare l’acqua, oggi puoi scegliere infatti all’interno di vasta gamma di tecnologie, in funzione delle differenti situazioni abitative e risorse energetiche disponibili. Inoltre, la maggior attenzione dell’opinione pubblica verso sistemi più efficienti, ha stimolato il settore dei bollitori verso uno sviluppo di soluzioni integrabili con impianti solari e pompe di calore. Tra i principali bollitori moderni concepiti secondo i nuovi criteri di efficienza e sostenibilità, puoi trovare oggi 3 tipologie fondamentali: il bollitore con scambiatore fisso, il bollitore con pompa di calore integrata ed il bollitore con intercapedine. Vediamo dunque di seguito cosa sono e come sono fatti.

Bollitori con scambiatore fisso

Dal punto di vista strutturale il bollitore con scambiatore fisso è costituito da un contenitore di varie dimensione dell’acqua sanitaria, al cui interno è presente una serpentina in acciaio fissa con la funzione di cedere il calore del suo fluido interno circolante al volume di acqua del contenitore. La serpentina, che rappresenta l’elemento scambiante, è realizzata appunto a forma di spirale al fine di aumentare la sua superficie di contatto e, quindi, di scambio termico con il liquido nel quale è immersa. Essa è costituita in genere da un unico tubo in acciaio inox, al cui ingresso entra acqua o altro liquido ad alta temperatura e fuoriesce più freddo in quanto ha ceduto parte del suo calore all’acqua (sanitaria) del bollitore.

È molto importante che i due sistemi idraulici, ossia l’acqua che utilizzerai direttamente, presente nel contenitore principale, e l’acqua circolante nella serpentina non entrino mai in contatto diretto fra loro, in particolare se nella serpentina circolano altri liquidi tecnici ad alta capacità termica come accade sovente nell’ambito di impianti di teleriscaldamento.

Dimensionamento del bollitore

Come anche per le altre tipologie di bollitori, la grandezza o capacità complessiva del contenitore principale (l’accumulo) è determinata in funzione del carico di utenze che devono essere servite dall’impianto idraulico dell’acqua calda ovvero, in caso di bollitore privato ad uso esclusivo per un’unica famiglia, in base al numero di persone abitualmente presenti nell’appartamento. Pertanto, se nel condominio dotato di sistema centralizzato di produzione dell’acqua calda sono presenti numerose unità abitative, occorrerà orientarsi verso modelli medio – grandi (da 0,8 a più metri cubi di volume) in modo da garantire un sufficiente accumulo di acqua, nonché la possibilità di un certo numero di prelievi contemporanei. Diversamente, per piccole case o appartamenti singoli, è in genere sufficiente dotarsi di bollitori più piccoli (300 – 400 litri di volume).

L’isolamento termico del bollitore

Per ogni tipo di bollitore è fondamentale che l’involucro principale sia realizzato in modo tale da garantire un adeguato isolamento termico tra l’acqua calda contenuta all’interno e l’ambiente esterno. La qualità dei materiali e lo spessore del contenitore giocano un ruolo fondamentale nell’efficienza del bollitore, riducendo al minimo possibile le dispersioni termiche e, conseguentemente, gli sprechi energetici.

Bollitori con scambiatore fisso e teleriscaldamento

Il bollitore con scambiatore fisso rappresenta la soluzione tecnica ideale per condomini o singole abitazioni private allacciate alla rete di teleriscaldamento. Grazie a questi sistemi è possibile infatti ricevere le calorie prodotte da una eventuale centrale esterna, mantenendo rigorosamente separata l’acqua sanitaria dai fluidi di trasporto del calore della centrale stessa. Per ottenere elevate prestazioni termiche, gli impianti di teleriscaldamento utilizzano sovente soluzioni saline o olii particolari in grado di circolare nei tubi della rete a circa 90-95 °C senza innescare alcun processo di produzione di bolle (vapore) che comprometterebbero la funzionalità dell’intero sistema.

Bollitori con pompa di calore integrata

Quando non è disponibile una rete per la distribuzione condominiale o interdomiciliare dell’acqua calda, è possibile orientarsi sulla scelta di bollitori con unità riscaldante integrata. Una soluzione moderna di quest’ultima categoria di bollitori è quella che sfrutta le ben note caratteristiche di efficienza della pompa di calore. I bollitori con pompa di calore integrata sono infatti sistemi di riscaldamento ed accumulo dell’acqua ad alto rendimento molto simili strutturalmente ai bollitori con scambiatore fisso; al loro interno possiedono in più una seconda serpentina esterna all’accumulo sanitario che si collega alla pompa di calore ed una eventuale unità elettrica riscaldante ausiliaria che entra in funzione in caso di maggiore necessità termica.

A parità di fabbisogno energetico (produzione di acqua calda), i bollitori con pompa di calore integrata ti consentono di ridurre i consumi di circa un quarto rispetto a quelli mediamente risultanti da un bollitore tradizionale.

Bollitore con intercapedine

I bollitori visti nei precedenti paragrafi sono in genere posizionati in verticale e alloggiati all’interno di ambienti sufficientemente alti per contenerli. Quando invece è necessario posizione il bollitore in posizione orizzontale, come accade sovente sopra o sotto alla copertura dell’abitazione, allora può essere utile adottare una soluzione di bollitore con intercapedine. Questo tipo di bollitore è costituito sostanzialmente da due contenitori, uno interno all’altro, e lo scambio termico avviene tra la loro superficie di contatto.

Il bollitore con intercapedine è una soluzione spesso impiegata insieme all’impianto solare che funge da fonte di calore, ma può benissimo essere collegato anche a sistemi tradizionali quali caldaie o termocamini. Tuttavia, il connubio bollitore e impianto solare resta comunque uno degli abbinamenti più virtuosi, poiché proprio in questi sistemi, caratterizzati spesso da una produttività intermittente e non sempre prevedibile, la possibilità offerta dal contenitore del bollitore di accumulare energia termica sotto forma di acqua calda consente di sopperire in parte a periodi più o meno prolungati di bassa o assente radiazione solare.

Conclusione

Viste dunque le caratteristiche dei principali bollitori oggigiorno più diffusi, in particolare come funzionano e quali sono i contesti più idonei al loro impiego, ti viene in mente un sistema migliore di questo che funga allo stesso tempo da apparato di produzione e accumulo dell’acqua calda?

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