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caldaie a pellet come funzionano

Pellet guida all’acquisto e quale scegliere

Pellet, guida all’acquisto:chi di noi ha già comprato una stufa a pellet ha probabilmente cercato quale potesse essere la migliore in assoluto o per le proprie esigenze, ha preso le giuste informazioni per quanto riguarda qualità, prezzo, durata negli anni, e dopo qualche tempo si è deciso.

Quante persone, però, mettono la stessa attenzione quando comprano il pellet? Può sembrare un dettaglio di poco conto, ma il carburante che mettiamo nella stufa ha un’importanza tutt’altro che trascurabile.

Cerchiamo quindi di capire a cosa fare attenzione nella scelta, consapevoli che, una volta chiari alcuni punti, potremo fare acquisti mirati.

Le certificazione

Nella scelta del pellet per la nostra stufa, nessun produttore ci obbliga all’acquisto di un pellet specifico, così come non abbiamo nessun obbligo di prenderne uno certificato. É sicuramente possibile trovare un pellet di qualità che non sia certificato ma, allo stesso tempo, solo la certificazione di qualità ci garantisce gli standard qualitativi del prodotto.

Controllare queste informazioni è sicuramente comodo se non si ha molto tempo o voglia di approfondire questi discorsi. Ma di quale certificazione stiamo parlando? A livello europeo la certificazione riconosciuta risponde al marchio ENPlus e distingue il pellet in tre categorie: A1, A2 e B; non c’è bisogno di dire che sono in ordine di qualità decrescente.

Facciamo attenzione al fatto che non basta il simbolo ENPlus come garanzia; il marchio di qualità è composto, oltre che dal logo ENPlus, da un codice identificativo formato formato da una sigla indicante il paese e un numero progressivo legato all’azienda, l’indicazione della classe di qualità e l’indicazione della norma ISO 17225 – 2, riferimento per la certificazione di qualità.

Pellet guida all’acquisto: Il potere calorifico

Nella scelta del pellet, andando ad analizzare i vari parametri forniti dal produttore, molto probabilmente il nostro occhio cadrà sul potere calorifico dichiarato in etichetta, un parametro che vale la pena di considerare, a patto di riuscire a interpretarlo; sulla carta un valore più alto è sicuramente migliore ma in linea di principio ricordiamoci che stiamo parlando in tutti i casi di legno, e che quest’ultimo ha un potere calorifico che si attesta intorno alle 4500 kcal/kg o, se si preferisce, 5,2 Kwh, arrivando per alcuni tipi di legno a poco più di 5000 kcal/kg.

Valori che si discostano troppo da questi valori medi, arrivando in alcuni casi anche a 6000 kcal/kg o più potrebbero, il condizionale è d’obbligo, essere sintomatici di un contenuto di sostanze diverse dal legno e la cui combustione potrebbe non essere salubre. Cerchiamo quindi di non farci abbagliare.

Le ceneri

Questo parametro va a dare un’indicazioni sul residuo della combustione all’interno della stufa: un residuo inferiore garantisce quindi meno residui e una stufa meno sporca o, se preferite, più facile da pulire.

Questo parametro, di solito, varia insieme al potere calorifico, in una relazione inversamente proporzionale: all’aumentare dell’uno, l’altro diminuisce.

Di per sè le ceneri non sono indicative di un prodotto di qualità più o meno alta, dipendendo largamente dal tipo di legno utilizzato; prendiamo quindi come parametro da considerare, come tutti gli altri, nel loro insieme.

La materia prima

Quando parliamo di materia prima nella realizzazione di pellet, non ci riferiamo esclusivamente al tipo di pianta da cui è stato selezionato il legno, che anche ha la sua importanza, quanto all’importanza che il legname utilizzato abbia subito esclusivamente trattamenti meccanici per la produzione di pellet e non sia, come a volte accade, materiale di recupero di altre strutture in legno che andrà sicuramente a contenere materiali diversi, quali vernici, residui metallici o parti plastiche: un prodotto di recupero, insomma.

La provenienza

Sapere che la materia prima del pellet proviene direttamente dagli alberi, senza passaggi intermedi, non è per forza garanzia di qualità; è bene fare attenzione anche alla provenienza geografica.

Ciò non vuole certo essere discriminatori verso una nazione piuttosto che un’altra, ma avere un occhio di riguardo per la propria sicurezza: non è molto distante temporalmente la notizia di intere partite di pellet risultate ai controlli radioattive; legno di prima qualità, proveniente da zone inquinate, può presentare le più svariate problematiche.

Il colore

Questo parametro entra in gioco nella scelta di un buon pellet per la propria stufa esclusivamente nella misura in cui va a riflettere il tipo di pianta da cui è originato.

Un colore più chiaro o più scuro, da solo, non è infatti un segnale di qualità o meno, in quanto il colore originale potrebbe essere stato alterato per vari motivi: un processo di essiccazione leggermente più forte così come l’aggiunta di materiali diversi estranei al legno andranno ovviamente a modificare quello che è il colore finale del prodotto.

L’aspetto

Qualunque cosa osserviamo, ci lascia una prima impressione e spesso ci viene suggerito di non soffermarci su di essa ed andare oltre.

In questo caso, però, uno dei parametri migliori per valutare quale scegliere tra due confezioni di pellet altrimenti equivalenti è esattamente l’aspetto: il pellet deve essere compatto, consistente; un minimo di residuo sono normali all’interno del sacco, ma quando diventano troppi può essere sintomo di due cose: pellet di scarsa qualità o che ha subito troppi spostamenti; in entrambi i casi avremo tra le mani un prodotto non ottimale.

Non dimentichiamo che la stufa a pellet funzionerà in maniera adeguata a patto che anche il suo carburante rispetti i giusti standard.

La deperibilità

Non dimentichiamoci che il pellet è, fondamentalmente, legno. Ricordiamoci quindi, quando lo compriamo, di sceglierne quantitativi adeguati a quanto possiamo conservarne senza che rischi di assorbire troppa umidità. Spesso troviamo offerte molto convenienti ma che prevedono l’acquisto di un quantitativo notevole.

Ricapitolando
– Avere una certificazione non è garanzia di qualità superiore, ma ci garantisce la qualità del prodotto che stiamo scegliendo.
– Un potere calorifico maggiore ci garantirà una resa maggiore, ma facciamo attenzione che non si stranamente troppo alto.
– Ceneri inferiori ci assicurano una stufa che necessita di meno manutenzione.
– Il legno utilizzato per il pellet non deve essere legno di recupero
– Informiamoci sulla provenienza della materia prima per evitare brutte sorprese.
– Il colore non è un aspetto particolarmente rilevante nella scelta del pellet.
– Pellet dall’aspetto compatto ci garantirà un prodotto migliore.
– Approfittiamo delle offerte se compatibili con le nostre disponibilità.

A questo punto non c’è altro da fare che capire quale può essere la scelta per noi migliore, quando ci troveremo a fare un nuovo acquisto: abbiamo già memorizzato cosa controllare? Adesso che hai letto questo post sul pellet guida all’acquisto, sai tutto quello che ti serve e se vuoi saperne di più su come risparmiare nel riscaldamento di casa, ho trovato un articolo molto utile che trovi qui.

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